Secondo Tarabella, servono norme comuni per il gambling online.

Una Croupier della Roulette dal Vivo al Casinò
Giocatori che si divertono a puntare su un Tavolo della Roulette

L'europarlamentare belga, Marc Tarabella, si sta battendo in tutti i modi affinchè l'Unione Europea possa avere delle normative comunitarie per il settore del gioco d'azzardo su internet.

Legge Europea Gambling

Proposta di legge europea sul gambling on line

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proposta legge europea gioco d'azzardo onlineL’attività del gioco d’azzardo on line, come è noto, è ormai una realtà consolidata a livello europeo ma, nonostante ciò, continua ad essere una sorte di Far West normativo. Porre regole e leggi precise in un territorio così vasto e così difficilmente definibile sembra quasi impossibile; eppure la necessità di mettere limiti e paletti appare prioritaria per molti enti istituzionali e attori della vita pubblica, come l'europarlamentare Tarabella.

Il gambling on line non solo offre una facile via di accesso per la criminalità organizzata, che può avvalersi delle vie informatiche per riciclare denaro sporco o intessere truffe ai danni degli utenti, ma è anche un pericolo sociale molto serio. La possibilità di giocare ovunque, nel più totale anonimato, ha avvicinato al gioco molte persone che un tempo non avrebbero neppure pensato di entrare in un casinò. Specie in tempi di crisi economica questo accresce il pericolo di ludopatie o di atteggiamenti estremi che possono condurre a dilapidare interi patrimoni e a distruggere nuclei familiari un tempo solidi.

Alla luce di tutto questo un parlamentare europeo belga del gruppo S&D (Socialist&Democrats), Marc Tarabella, ha avanzato la proposta di dare vita ad una legislazione comune europea che fissi delle regole comunitarie valide per tutti. Secondo lui è necessario uno sforzo congiunto, poiché moltissimi fornitori di servizi dei casinò on line hanno sede all’estero e questo rende difficile per un singolo Paese poter monitorare con attenzione i loro traffici. Viceversa, qualora venissero istituiti degli organi sovranazionali atti a far rispettare delle leggi fissate in modo univoco e preciso il compito di vigilanza diventerebbe molto più semplice.

Il quadro tracciato da Tarabella è molto chiaro: la grande crescita che il gioco virtuale ha conosciuto negli ultimi anni ha portato con sé inevitabilmente anche la crescita di azioni illegali, come ad esempio le partite truccate. Inoltre, sempre secondo Tarabella, accade troppo spesso che il denaro che deriva dagli incassi delle scommesse finisca in conti collocati in qualche paradiso fiscale, invece di essere ridistribuito per contribuire alla crescita sociale, come un tempo avveniva con le lotterie. Tarabella addita l’Italia come un esempio da seguire.

Ad esempio, trova che uno strumento molto utile sia quello che già adottano i Monopoli di Stato italiani, vale a dire la black list nella quale sono inclusi tutti i fornitori di servizi di gambling on line che non hanno sede legale nel Paese. Tali fornitori vengono inibiti completamente, e questo rappresenta una tutela per i consumatori ma anche una tutela a livello fiscale. Un’altra misura che invece secondo l’europarlamentare potrebbe essere molto efficace, per quanto nella pratica difficile da applicare, potrebbe consistere nel porre un limite, un tetto massimo sullo stipendio dei giocatori oltre il quale non poter più scommettere on line.

Secondo Tarabella la tutela dei patrimoni individuali è molto più importante di quella sulla privacy. Riguardo al match fixing, ovvero al fenomeno delle partite pilotate e decise a tavolino per truccare gli esiti delle scommesse, Tarabella auspica normative più rigide e sanzioni che abbiano ripercussioni a livello europeo, per arginare un fenomeno a suo giudizio molto grave in modo davvero efficace. Viceversa, non ritiene efficaci le normative che tendono ad eliminare la pubblicità sul gioco d’azzardo. Infatti il gioco non può essere proibito in quanto tale, nella sua visione delle cose, poiché fa parte delle abitudini umane, ma può essere regolato in modo che sia puro divertimento e non comporti dei rischi per chi lo pratica. Le tasse devono essere giuste ed eque anche per i gestori, in modo tale che ad essere disincentivato sia il gioco illegale, mentre tutte le forme legalizzate vengano premiate.

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